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Capitolo Sette. I diversi sentieri del sapere.

Paragrafo 1 . Sapere filosofico e sapere scientifico.
     
L'eredit di Aristotele.
     
Con  Aristotele la filosofia raggiunge un livello cos  alto  e  si
estende  a  cos tanti campi del sapere che nessun altro riesce  ad
uguagliarlo  nell'intera storia del pensiero  occidentale.  La  sua
sapienza  abbraccia  tutti i settori della  ricerca.  L'Essere  pu
essere  detto in molti modi, perch si manifesta in molti  modi,  e
quindi in molti modi pu essere conosciuto.
     Le  singole scienze acquistano nel pensiero di Aristotele  una
grande  dignit:  sono  strumenti indispensabili  -  anche  se  non
sufficienti - per la conoscenza dell'Essere; sono la condizione che
rende possibile la riflessione filosofica.
     Abbiamo  visto  che  gli  scritti aristotelici  dedicati  alla
filosofia prima (la Metafisica) non rappresentano la conclusione di
una  indagine di tipo naturalistico, logico, etico o politico,  ma,
snodandosi  lungo  tutto il percorso dell'attivit  di  Aristotele,
rappresentano una sorta di riflessione parallela alla ricerca sulla
natura,  sull'anima, sullo stato e cos via. Da quelle ricerche  la
filosofia  prima  trae  alimento e, a sua  volta,  quelle  ricerche
illumina della propria luce.
     I  due livelli, nel pensiero di Aristotele, sono difficilmente
separabili,   anche  se  indubbiamente  emerge  il  primato   della
filosofia prima.
     Il  Liceo, la scuola da lui fondata, cerca, sotto la guida  di
Teofrasto e degli scolarchi successivi, di mantenere quel carattere
unitario  del sapere che il maestro aveva imposto, pur esaltando  i
contenuti e i contributi specifici delle singole discipline.
     Ma le diverse scienze sembrano ormai in grado di camminare con
le  proprie gambe: rinunciando all'obiettivo di conoscere il Tutto,
possono  presentarsi  come  strumenti in  grado  di  condurre  alla
conoscenza  degli  aspetti particolari dell'Essere.  Quindi,  entro
questi  limiti,  consentono di giungere a una parte  della  Verit:
anche   il   sapere   scientifico    vero,  seppure   in   maniera
qualitativamente e quantitativamente diversa da quello filosofico.
     Alla  strada maestra della filosofia si affianca, quindi,  una
molteplicit  di  sentieri, ma tutti vlti nella stessa  direzione,
tendenti alla stessa mta: la conoscenza del Vero.

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La scienza alessandrina.
     
Orfane  della  filosofia,  le  varie scienze  si  sviluppano  e  si
radicano  in  nuovi  centri, lontani da quelli  tradizionali  della
cultura greca: non pi Atene, o la Ionia, o la Magna Grecia, ma  le
citt che emergono nel vastissimo impero di Alessandro Magno: Rodi,
Pergamo  in Asia Minore, Antiochia in Siria, Pella in Macedonia,  e
soprattutto Alessandria.
     La  costruzione di questa citt, sulla foce del Nilo, punto di
contatto fra Oriente e Occidente, inizi nel 332 avanti Cristo  per
ordine dello stesso Alessandro e continu per diversi decenni.  Ben
presto migliaia di persone(1) si trasferirono dalle diverse regioni
del  Mediterraneo  e  del Medio Oriente nella nuova  citt,  ma  la
cultura dominante alla corte dei Tolomei(2) era quella greca.
     Ad  Alessandria, fin dal momento della sua fondazione, sorsero
due  istituzioni  fondamentali per lo sviluppo  delle  scienze:  il
Museo(3) e la Biblioteca.
     Il  Museo  fu dotato di un orto botanico, di sale di anatomia,
di un osservatorio astronomico, di un giardino zoologico e di tutte
le   attrezzature   necessarie  alla  ricerca  scientifica.(4)   La
Biblioteca  divenne  ben  presto  la  pi  fornita  del  mondo:  vi
arrivarono   migliaia  di  volumi(5),  compresa  una  parte   della
biblioteca  di  Aristotele.  Il  suo  splendore,  purtroppo,   dur
relativamente  poco  tempo: nel 145 avanti Cristo  fu  parzialmente
distrutta  per il saccheggio della citt in seguito  a  una  guerra
civile;  nel  45  avanti Cristo, durante la  campagna  d'Egitto  di
Giulio  Cesare,  un grandissimo incendio distrusse gran  parte  dei
suoi  settecentomila volumi; nel 390 dopo Cristo il vescovo Teofilo
fece distruggere moltissimi dei volumi che si erano conservati fino
a   quel  tempo;  infine,  nel  641,  i  musulmani  incendiarono  e
distrussero la citt, radendo al suolo anche quello che era rimasto
della Biblioteca.
     Naturalmente  il sapere scientifico non partiva  da  zero:  ad
Alessandria  furono  riordinate  e  sviluppate  le  conoscenze  del
passato, fino a quelle di Aristotele; nacquero anche nuove scienze.
     
La grammatica e la filologia.
     
Tra   le   nuove  scienze  vanno  senza  dubbio  annoverate  quelle
linguistiche e quelle storico-linguistiche.
     La conquista macedone di un vastissimo impero aveva portato  a
una rapida
     
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     diffusione   della   lingua  greca  e   a   un   processo   di
omogeneizzazione  culturale e linguistica:  ai  vari  dialetti  che
avevano  caratterizzato le diverse epoche storiche e le  differenti
aree  geografiche  si  era  sostituita una  lingua  comune  (koin)
parlata  in  tutto  l'impero. Ben presto si  sent  il  bisogno  di
scrivere  una  grammatica di questa lingua,  che  per  nessuno  era
quella  materna  e  per molti era addirittura  straniera.  Dionisio
Trace,(6) che oper soprattutto a Rodi, fu l'estensore della  prima
grammatica,  che  serv  da modello anche  alle  successive.  Molti
termini  grammaticali  che ancora oggi usiamo  provengono  da  quel
primo testo.
     Ma  soprattutto  si  svilupp l'interesse  per  le  opere  del
passato:  il  loro studio port alla nascita della filologia,  cio
l'analisi  critica dei testi letterari anche da un punto  di  vista
linguistico, finalizzata alla distinzione delle opere autentiche da
quelle  erroneamente attribuite ai vari autori. In questo  contesto
si  ebbero la prima edizione critica di Omero, ad opera di Zenodoto
di  Efeso,(7)  bibliotecario ad Alessandria nella  prima  met  del
terzo  secolo avanti Cristo, e, come abbiamo visto, l'edizione  del
Corpus aristotelico da parte di Andronico di Rodi.(8)
     
La medicina.
     
Anche  nel  campo  delle scienze naturali e  fisiche  gli  studiosi
alessandrini  rivolsero  la  loro attenzione  alle  esperienze  del
passato,  le  studiarono e le ordinarono. I medici  di  Alessandria
provvidero alla redazione del Corpus hippocraticum, rivendicando  a
se  stessi  il  ruolo di eredi e continuatori della  grande  scuola
medica di Cos.(9)
     La   tendenza   alla  specializzazione  si   manifest   anche
nell'esercizio  della  medicina, nel cui ambito  si  distinsero  le
varie  attivit:  quella del chirurgo, quella  dell'odontoiatra,  e
cos via.
     Furono compiuti notevoli progressi nella conoscenza del  corpo
umano,  grazie alla dissezione anatomica dei cadaveri, e ben presto
furono   riconosciuti  alcuni  errori  presenti  negli   studi   di
Aristotele, come ad esempio il fatto che il filosofo attribuisse al
cuore funzioni che appartengono al cervello.
     
La matematica.
     
Anche  per  quanto  riguarda  la  matematica  si  assiste,  in  et
alessandrina,  alla sistemazione di tutto il sapere precedente.  Un
esempio  importantissimo di sistemazione logica  quello costituito
dagli  Elementi  di  Euclide, in cui convergono tutti  i  risultati
raggiunti dai Greci nel campo della geometria e dell'aritmetica.

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Si  tratta di un'opera in quindici libri - ma gli ultimi  due  sono
sicuramente  non  euclidei  - in cui   trattata  l'aritmetica  dei
numeri  interi  e  delle frazioni, la teoria delle proporzioni,  lo
studio delle figure della geometria piana.
     Il metodo usato da Euclide  rigorosamente deduttivo: partendo
da affermazioni di tipo generale, perviene alla dimostrazione della
verit  di  una serie di affermazioni particolari. Euclide  pone  a
fondamento delle sue dimostrazioni alcune affermazioni che hanno un
valore universale: si tratta degli assiomi (o nozioni comuni),  dei
postulati(10)  e  dei  termini (cio delle  definizioni  di  alcuni
elementi essenziali della matematica, come punto, retta, eccetera).
     Altra  grande figura di matematico  Apollonio che, dopo  aver
studiato  ad  Alessandria nella scuola guidata  dai  successori  di
Euclide,  insegn  per lungo tempo a Pergamo.  A  lui  si  deve  un
trattato  in  otto  libri  sulle Coniche  (Konik):  un  contributo
originale allo studio della parabola, dell'ellisse e dell'iperbole.
     Un  ruolo a parte  svolto da Archimede, lo "scienziato"  che,
nel terzo secolo avanti Cristo, dette un grandissimo contributo non
solo  alla  matematica, e in particolare alla geometria,  ma  anche
alla  fisica  e alle applicazioni tecniche della meccanica.  Tra  i
problemi  da  lui  affrontati, ricordiamo lo studio  della  spirale
chiamata  oggi spirale di Archimede, gli studi sulle leve e  quelli
sul galleggiamento.
     
L'astronomia e la geografia.

Gi  i  sapienti pi antichi si erano dedicati allo studio  e  alla
descrizione  del cielo e della Terra. Si parla della previsione  di
una  eclissi  da  parte di Talete - che una volta avrebbe  previsto
anche  un  abbondante  raccolto di  olive  -;    inoltre  nota  la
complessa  cosmografia  di Anassimandro, che  immaginava  il  cielo
circondato  da  un  immenso fuoco; lo stesso  Anassimandro  avrebbe
disegnato carte geografiche.
     Abbiamo gi ricordato gli studi di Aristotele sul cielo  e  la
sua   rigorosa  concezione  dell'universo  strutturato   in   sfere
concentriche.
     L'autonomia  degli studiosi alessandrini rispetto all'autorit
di  Aristotele - che peraltro si sarebbe affermata assai pi tardi,
soprattutto  a  partire  dal Medioevo -   dimostrata  anche  dalle
teorie  astronomiche di Aristarco. Studioso di fisica, egli  fu  il
primo  ad  avanzare  l'ipotesi  dell'eliocentrismo;  questa  teoria
rappresenta  uno sviluppo delle concezioni di Eraclide  Pontico(11)
ed    cos  sintetizzata da Archimede: "La sua ipotesi    che  le
stelle  fisse  e  il  Sole rimangano immobili, che  la  Terra  giri
intorno al Sole seguendo la circonferenza di un cerchio, e  che  il
Sole giaccia nel centro di tale orbita"(12).
     
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     L'ipotesi  eliocentrica di Aristarco,  anche  se  non  isolata
nell'antichit,  comunque destinata a essere sopraffatta da quella
geocentrica,  riproposta,  nel secondo  secolo  avanti  Cristo,  da
Ipparco, considerato uno dei pi grandi astronomi dell'antichit.
     La   sistemazione   "definitiva"   dell'ipotesi   geocentrica,
destinata ad essere difesa anche con la forza(13) dagli attacchi di
Copernico  e  Galileo, avvenne nel secondo secolo dopo  Cristo  per
opera  di un altro grande astronomo attivo ad Alessandria,  Claudio
Tolomeo.
     Nel  terzo secolo avanti Cristo, tra i bibliotecari del  Museo
di  Alessandria, spicca il nome di Eratostene, studioso di problemi
matematici,   ma   soprattutto  affascinato  dall'idea   di   poter
costruire,  dopo  aver  letto i resoconti di numerosi  viaggi,  una
carta  del mondo. Convinto che la Terra abbia forma sferica,  cerca
di  misurarne  il  diametro e ottiene una lunghezza  di  appena  un
centinaio  di chilometri inferiore a quella che siamo in  grado  di
determinare  oggi. Attraverso lo studio delle maree intuisce  anche
che  Europa, Asia e Africa sono collegate tra loro, come a  formare
una grande isola circumnavigabile.

